L'attività recente nel mercato delle stablecoin sta attirando attenzione poiché i volumi iniziano a salire in un modo non visto da quasi due mesi. Il cambiamento suggerisce che qualcosa di più profondo potrebbe stia svolgendo sotto la superficie dell'attuale rally crypto.
Gran parte della narrazione prevalente attribuisce i recenti afflussi nel crypto a tensioni geopolitiche. Da marzo, circa $150 miliardi sono affluiti in asset digitali, rafforzando l'idea che gli investitori si stiano posizionando in modo difensivo. I rapporti degli analisti che evidenziano quasi $1 miliardo in pagamenti legati alla difesa hanno ulteriormente alimentato la narrazione del “trade di copertura”. All'interno di quel contesto, il recupero di Bitcoin al livello di $70.000 potrebbe essere interpretato come un classico short squeeze piuttosto che l'inizio di una tendenza rialzista sostenuta.